venerdì 16 maggio 2008

Bulli? Naziskin? Le bollite etichette democrat e le crude domande di Elisa

Di fronte all’inaspettato evento che ci ha colpito molto da vicino, quello di trovarsi con un compagno di classe in carcere, la domanda che sorge spontanea è: ma come è possibile arrivare a questo? Arrivare a un punto tale che una piccola scintilla provoca una tragedia? Questa domanda ce la siamo posta tutti, studenti e professori, esterrefatti di fronte al macigno che ci è precipitato addosso. Banalmente si può rispondere che è colpa dell’appartenenza politica estremista se si è compiuto un simile gesto, oppure che era una persona aggressiva; ma non ci basta. Queste motivazioni non rispondono veramente a quelle domande. Da una discussione in classe è venuta fuori la possibilità che ciò che ha portato a una cosa simile sia in realtà un vuoto che è presente in tutti noi, un vuoto che ognuno di noi cerca di colmare e che nessuno riesce a ignorare; il bisogno che ci sia qualcosa che ci completi, il bisogno che quello che facciamo e quello che siamo non vada perduto, il bisogno di essere presi sul serio in tutto il nostro io, sempre. Raffaele non è un mostro, un pazzo o un esaltato: è un ragazzo che ha fatto un errore gravissimo, e pagherà per questo. Ma oltre a questo è un ragazzo che ha questo bisogno come tutti noi e la sua domanda è anche la nostra: perché? Similmente Nicola era un giovane come noi, non un nemico da abbattere, che adesso non c’è più e i suoi genitori si pongono la stessa nostra domanda: perché? Qual è il senso di quella vita spezzata e delle altre segnate per sempre? Ma chi ci risponderà in modo veritiero abbastanza da salvarci dal vuoto che ci avvolge?
Elisa

Elisa è una compagna di classe di Raffaele Dalle Donne, 19enne, primo a costituirsi per l’aggressione e omicidio di Nicola Tommasoli a Verona. La sua lettera, trasformata in volantino, è stata firmata e diffusa dagli altri compagni di Raffaele

da Tempi del 15 maggio 2008

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